Oggi ci vestiamo da festa… In banca con papà

Oggi ci vestiamo da festa… In banca con papà

“Oggi ci vestiamo da festa e andiamo in banca” mi diceva papà mentre mi faceva i codini seduta sulla lavatrice in bagno… con gli elastici quelli belli, quelli con le ciliegie che non tiravano i capelli.

“Ci mettiamo la gonnellina scozzese rossa, che piace tanto alla mamma e il cappottino con la pelliccia che ti ha regalato la nonna e andiamo dal direttore”.

Mi sembrava un dio il mio papà, mentre mi arricciava codini attorno al suo ditone da muratore e mi raccontava perché ci facevamo belli anche se non era domenica.

La banca era un posto da grandi, salivi tante scale e poi entravi in un salone con i pavimenti di marmo lucido e le persone vestite di scuro che ti parlavano sottovoce da dietro un bancone alto alto, attraverso un vetro con l’oblò.

Papà mi teneva in braccio per farmi vedere: gli passavano i fogli da una fessura e c’era una penna nera affusolata e lucida per scrivere, attaccata con una catenella. Quanto mi piaceva quella penna con la collana, ma non me la facevano toccare mai.

C’ero già andata tante volte in banca, ma non ci eravamo mai preparati così.

Quel giorno non sono entrata in braccio: papà mi teneva per mano. Non siamo andati al bancone quel giorno: siamo andati in fondo al corridoio, una signora ci ha salutati, ci ha aperto una porta scura e ci ha accolti il Direttore.

“Buongiorno Signor Gradella, allora mi ha portato la sua signorina per il libretto oggi” e si è avvicinato a me stringendomi la mano.

Ci fece accomodare su due sedie con i braccioli di legno imbottite di pelle nera che mi sembravano grandissime e mi facevano sentire piccola e importante allo stesso tempo. «Come ti chiami?» mi chiese, mentre mi aggiustavo sulla poltrona. «Monica Gradella» risposi, «e questo è il mio papà Pierluigi». Bon, le presentazioni erano fatte.

“Questo è tuo”, mi disse, allungandomi il salvadanaio, “E questa la tengo io”,  mostrandomi la chiave.

“Qui metti i tuoi risparmi e quando è pieno pieno, vieni con il papà, lo apriamo assieme, contiamo i soldini e li mettiamo qui sul tuo libretto, così quando sei grande puoi comprarti i libri per studiare”.

Io, veramente, pensavo più a quella bambola che parlava e camminava che avevo visto dal cartolaio, ma anche i libri mi sembravano una buona idea, anche perché sapevo che quelli me li compravano di sicuro, mentre sulla bambola c’erano pareri molto discordanti, specialmente dal lato nonna Pina, che minacciava di accenderci la stufa.

Questi li mettiamo per iniziare” disse papà porgendo al direttore la scatolina con i miei soldini “e questi li metto io perché sei stata brava a risparmiarli” disse prendendo dal portafoglio cinquemila lire. Io avevo 5 anni e cinquemila lire erano un capitale!

“Sono come un semino”mi disse papà “Oggi lo piantiamo e tu lo annaffi con i soldini che risparmi. Più lo annaffi, più lui cresce e ti dà i frutti, che si chiamano interessi. Il semino è il tuo capitale, rispettalo e curalo sempre”.

Chiaro, semplice, efficace come sempre il mio papà.

Ho ripensato tante volte a quel giorno e ogni volta mi ha insegnato qualcosa: a risparmiare si impara e occorre qualcuno che te lo insegni. Chi te lo insegna, lo fa con l’esempio, non a parole, con atti concreti e quotidiani.

Risparmiare è un gioco di squadra, perché le tentazioni ci sono e se sei solo puoi cedere.

Per risparmiare occorrono degli obiettivi e occorre condividerli con qualcuno che ti aiuti a tenervi fede, sennò compri una bambola, un’altra bambola,…

Avere un gruzzoletto ti fa sentire grande, perché ti rende responsabile e cauto. Per accantonarlo non ci vuole la laurea, il mio papà ha la quinta elementare, ma volontà, metodo e costanza.

Scegliere di fare un risparmio ti fa capire che occorre tempo e fatica per avere risultati duraturi e così ti tiene al sicuro dai vari gatti e volpi che inevitabilmente incontrerai sul tuo cammino.

Avere del risparmio ti dà sicurezza, perché ti permette di scegliere.

P.S.Io il salvadanaio lo uso ancora e quando a capodanno lo svuoto, assieme a mia sorella, sedute sulla coperta davanti al caminetto a casa dei miei, lascio sempre dentro qualche soldino… perché il semino non si deve perdere mai.

L’#EducazioneFinanziaria è uno stile di vita, non un trend topic. Affidati a qualcuno che ci crede e ti piò suppottare con competenza e metodo. Contattami.

Monica Gardella

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Spiacenti questo testo è coperto da copyright!