Finanza Comportamentale? No, grazie!

Finanza Comportamentale? No, grazie!

Finanza Comportamentale? No, grazie!

Caro Cliente, ti spiego perché la Finanza Comportamentale non ti serve.

Serate clienti, salotti finanziari, libri, istant book, newsletter, post… chi più ne ha, più ne metta.

Di certo avrai letto, caro Cliente, avrai partecipato, sarai stato invitato o lo sarai. Ti avranno mostrato formule matematiche, esiti di risonanze magnetiche, testi di ricercatori illustri, premi Nobel, video divertenti, il tutto per dire cosa? Che sei un essere umano. Pensa un po’…

Perdona la sintesi, caro Cliente, ma se mi leggi sai che ho una certa tendenza a parlare chiaro.

Ti hanno chiarito e dimostrato che tu decidi sull’onda delle tue emozioni, che la tua razionalità è limitata (vuol dire che non sai applicare funzioni matematiche complesse per prendere decisioni in ambito economico-finanziario, n.d.r), che ti fai condizionare dai tuoi simili (famiglia, amici, colleghi,…) e dal contesto (dove vivi, che lavoro fai, cosa dicono alla tv,…), che quando le cose non vanno come ti aspetti ci rimani male e che difronte all’incerto hai paura e che sei felice quando guadagni e infelicissimo quando perdi.

Tu hai capito, non importa se non tutto – divulgare questi temi è tutto meno che banale (ci si dedicano psichiatri, neurologi, economisti, …) – , hai condiviso l’analisi e sei tornato a casa.La mattina dopo ascolti il telegiornale, dai un’occhiata a Facebook, controlli il tuo portafoglio e… vedi rosso! Letteralmente.

Ma come?!? Ma quel fondo lì perde?!? Ma non doveva essere quello per tutte le stagioni?!? Quello lì flessibile …che il gestore più bravo del mondo…?!? Il 5 stelle oh, mica robetta… Ma possibile che quando compro io poi scendono…?!? Ti ci ritrovi?

Pazienti un giorno, due, tre, ma la tv incalza, sui blog tutti commentano, gli amici del bar che con i mercati al rialzo entravano con il Sole sotto il braccio pontificando si eclissano, tua moglie ti dà il tormento perché lei te lo aveva detto che ti prendi troppi rischi… poi chiami il tuo consulente (banca, advisor, private, è uguale): tu chiedi spiegazioni e…

Il consulente – anche lui preoccupato per come stanno andando le cose – inizia a spiegarti che il Gestore così e così, che lo spread così e cosà, che la BCE di qui e di là, che i grandi speculatori su e giù e ti fa vedere grafici di andamenti ventennali dei mercati e ti dice che comunque il tuo portafoglio è vero che ora perde e quel fondo è in profondo rosso, ma in passato ti ha fatto anche guadagnare e ti mostra analisi che avallano le sue tesi e ti dice che devi stare calmo…

Hai presente questa situazione? Ha la stessa utilità di spiegare il teorema di Pitagora a uno che appena picchiato il mignolo contro lo spigolo del comodino. E lui, il tuo consulente, dovrebbe saperlo, perché di corsi di finanza comportamentale ne segue da anni.

Alla fine, sempre con la lancetta sul rosso, attingi al tuo conto economico emotivo quel po’ di fiducia che basti a quietare il toro scatenato che si agita dentro di te e magari dici anche una piccola bugia a tua moglie che tanto l’home banking non lo guarda… Se ti dice di stare calmo, qualcosa saprà. Lui – il consulente – è del settore. Lo saprà…

Poi la bufera passa.

Sui media si sprecano gli articoli: ci sono di quelli che il giorno dopo sapevano tutto quello che sarebbe successo (ma non lo hanno detto, non si sa perché); di quelli che si erano esposti metà ci hanno preso e metà no (ci hai mai fatto caso? Inizia a prendere nota, senti me…). Chi ha azzeccato si inorgoglisce aumentando il rischio di overconfidence (permettimi di sfoggiare un po’ di Finanza Comportamentale anche a me), chi non ha azzeccato si sente il Fantozzi della situazione.

Il fenomeno e le relative conseguenze la Finanza Comportamentale li ha verificati nel dettaglio e ne siamo a conoscenza tutti – compreso te che hai letto la newsletter o partecipato a salotto finanziario – però si ripete e si ripete… e il tuo conto economico emotivo va sempre più in rosso. Perché a forza di attingere alla fiducia, anche quella cala.

Quando ti dico che la Finanza Comportamentale non ti serve, caro Cliente, intendo questo.

Anche io faccio, nel mio piccolo, un po’ di informazione su questi temi, ma sono consapevole che scrivere sul pacchetto di sigarette che il fumo provoca il cancro non è sufficiente a fare smettere qualcuno di fumare. E parlo per esperienza: quando è partita quella campagna sul fumo ero una ragazza e per fare qualche soldino aiutavo un amico che aveva una tabaccheria. Convinta che il fumo faccia male porgevo il pacchetto dalla parte della scritta e sai cosa accadeva? Molte persone mi chiedevano di cambiarlo con uno sul quale non ci fosse scritto “cancro”.

Informare è importante, ma non basta, perché sapere le cose non bastaAssumere nuovi comportamenti è difficile e costa molto più impegno di leggere una newslwtter, un post o ascoltare una conferenza.

Tutti percepiamo i profondi cambiamenti del mondo che ci circonda, vediamo cadere i miti del recente passato (immobili, obbligazioni, titoli di stato, pensioni,…) e l’incertezza ridiventare l’unica certezza.

Tutti vediamo che il mondo della gestione del risparmio è a una svolta epocale e che ciò che ieri era garanzia di risultato, rifugio, sicurezza oggi non lo è più, quando non diventa un pericolo.

Ma stare male non basta per cambiare: occorre vedere una via d’uscita e, ancora di più, sentirsi capaci di percorrerla. Questo ho imparato lavorando con le persone.

Cambiare è un lavoro da fare prima di tutto su se stessi e che non sempre si riesce a fare da soli.

Questo, dopo quasi vent’anni di professione, credo che sia il mio ruolo: mettere le mie conoscenze e competenze professionali a disposizione delle persone per aiutarle a ritrovare e nutrire la fiducia in se stesse e nella propria capacità percorrere quella via d’uscita che è fatta di buone decisioni per gestire ciò che per loro è valore.

Una fiducia, in sé e in me,  che sia frutto di consapevolezza e di un percorso dove la persona-cliente partecipa, coopera, impara e insegna, interpella e risponde, in una parola è protagonista e non più solo lettore, ascoltatore, spettatore. Accolta nella sua interezza, con la sua razionalità ed emotività, con la sua storia e il suo pensiero di futuro.

Se credi che un percorso di questo tipo possa esserti utile, incontriamoci.

Monica Gardella

PS: Se ami anche leggere qualcosa sulla Finanza Comportamentale segui il mio Blog e la mia pagina Facebook.

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