Donne & Finanza: quanto sei vittima degli stereotipi?

Donne & Finanza: quanto sei vittima degli stereotipi?

Quanto siamo vittime degli stereotipi su genere, orientamento sessuale o religioso, età, disabilità?

Da oggi possiamo capirlo con un gioco, simulando situazioni della vita reale, in modo anonimo e senza dover temere alcun giudizio.

Si chiama Diversity@Work e lo ha lanciato Work Wide Women, startup italiana tutta al femminile da sempre in prima linea nella creazione di progetti volti all’inclusione sociale in azienda.

La notizia mi ha colpita moltissimo.

Perché? Perché sono una donna, che fa un lavoro  ritenuto “da uomo”, in un settore che fa sentire noi donne spesso inadeguate.

Quale? Il Consulente Finanziario: uno stereotipo al cubo.

Sono iscritta all’Albo Unico dei Consulenti dal 1999 e provo una certa soddisfazione nel vedere che la percentuale delle iscritte aumenta ogni anno, ma dipende soprattutto dal mio essere positiva e fiduciosa.

Perché? Perché siamo ancora poco più di un quinto del totale e davvero pochissime a ricoprire posizioni manageriali.

Esercitiamo la professione quadrando la complessità del lavoro di consulente con quella del ruolo di mamma, compagna, figlia. Sotto il profilo accademico spesso sopravanziamo i colleghi.

Otteniamo ottimi risultati.

Nulla di diverso, tutto sommato, da quello che raccontano tutte le donne che lavorano,  tuttavia in altri settori la diversità di genere è molto meno marcata.

Del resto se pensiamo ad una pubblicità di servizi finanziari, l’immagine che visualizziamo non è certo quella di una donna consulente… Più facilmente visualizzeremo un quarantenne rampante o un rassicurante cinquantenne brizzolato.

Se una donna compare o è una cliente, o un’impiegata, o una cameriera in un bar.

Ben più pericolosi degli stereotipi altrui, tuttavia, sono gli stereotipi che orientano il nostro stesso comportamento.

A cosa mi riferisco? Alla percezione che le utenti dei servizi finanziari hanno di sé.

La maggior parte delle donne che incontro nel mio lavoro – e io amo lavorare con le donne – dichiara di “non essere portata” per occuparsi di questioni finanziarie.

Come se ci fosse un gene associato al cromosoma X che ti rende incapace di comprendere la differenza tra un’azione e un’obbligazione, la natura dei rischi associati ad uno strumento finanziario o come si calcola un tasso di rendimento.

Un’assurdità, certo, ma molto diffusa.

La ragione? Storica, culturale, sociale…

Da ragazze se ne occupa babbo, da sposate il marito, da single il fratello, per abitudine, per comodità o perché siamo vittime di uno stereotipo?

Ti assicuro che superato lo scoglio dell’occuparsi di qualcosa di nuovo, se non capisci è perché chi ti spiega non è all’altezza del compito.

Le donne che seguo, da 18 a 96 anni, capiscono tutte e sono tutte persone normali. Uniche, speciali, ma normali: i titoli di studio più svariati, le occupazioni più diverse, le storie personali più variegate, ma imparano tutte.

Perché lo sottolineo? Perché non occuparci di questi temi ci espone a rischi enormi.Quali?

Viviamo di più: bello, ma…

Guadagniamo meno degli uomini a parità di mansione e ci assentiamo quasi sempre noi dal lavoro per la cura dei piccoli e degli anziani, versiamo quindi meno contributi e avremo meno pensione.

Cosa facciamo per ridurre il rischio di sopravvivere al nostro reddito?

Se viviamo di più erediteremo patrimoni, piccoli o grandi, non importa.

Cosa facciamo per imparare ad occuparci degli investimenti e degli immobili che passeranno dai nostri genitori e dai nostri coniugi a noi?

Come facciamo a valutare le competenze di un consulente e capire se fa al caso nostro se non abbiamo mai fatto?

Non dirmi che non hai tempo: il tempo noi donne lo creiamo quando ci poniamo un obiettivo.

Troppe cose da fare? Presente quando guidi nel traffico e ti trucchi mentre rispondi al telefono e fai lista della spesa e programmare la settimana della famiglia? Siamo multitasking per natura e operative sempre, anche con la febbre a 40!

A dirmi che non sei portata non ci provare neanche. E’ vero l’esatto contrario: prudenza, visione di lungo termine, programmazione e pianificazione, attenzione ai bisogni propri e altrui, cura di ciò che è importante, gestione dell’economia familiare sono connaturati con l’essere femminile. E’ innegabile.

Dimmi, piuttosto, cosa posso fare per supportarti nell’intraprendere un percorso nuovo, quello della consapevolezza dei bisogni finanziari e di come soddisfarli.

Io ti dico subito qual è lo strumento più importante di cui di devi dotare: la Fiducia.

In me? Dopo: prima di tutto e soprattutto in te stessa.

Perché ti è indispensabile.

Perché te lo meriti.

Perché puoi.

Io? Io ci sono, per ascoltarti, consigliarti e facilitarti. O anche solo per una chiacchierata davanti ad un caffè.

 

Monica Gardella

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