Diventare mamma nel 2019

Diventare mamma nel 2019

Non ho figli, né li avrò, ma mi ritrovo spesso a ragionare di maternità con le mie clienti, a maggior ragione nel 2019, anno in cui pare che l’Italia tornerà in recessione dopo un ungo periodo di economia non certo fiorente.

Diventare mamma nel 2019 è, infatti, una scelta che richiede un’attenta pianificazione ed è proprio in questo che posso dare il mio personale contributo.

Come? Occupandomi dei risvolti economici, finanziari e patrimoniali di uno dei momenti più significativi del ciclo di vita di una donna e di una famiglia.

Il mio ruolo, infatti, è essere di supporto per tradurre i desideri e le ansie di chi, più o meno giovane, si avvia a diventare mamma in scelte economiche e patrimoniali accorte.

Ruolo che richiede una certa sensibilità, rispetto per l’altrui visione del mondo e quella capacità di ascolto unita all’esperienza professionale che ti permette di cogliere rischi nel racconto di un futuro sperato e di suggerire comportamenti utili a rimuoverli o mitigarli, sempre senza essere impositiva.

Un lavoro di grande soddisfazione, perchè amo fare consulenza alle donne.

Un compito non semplice, specialmente con le mamme millennials: giovani donne determinate e concrete, spesso più istruite dei loro compagni, con lavori impegnativi e una esperienza del mondo che le porta spesso ad essere più caute e selettive dei loro stessi genitori.

Un compito sfidante perché una maternità è evento ad alto impatto non solo in se stesso, ma anche e soprattutto perché ne condiziona tantissimi altri.

Qualche esempio? Decidere se sposarsi, che casa acquistare e dove, se avere altri figli, per cosa risparmiare, come investire il proprio capitale, come separarsi e divorziare, come organizzare il passaggio generazionale dell’azienda di famiglia, come fare testamento, quando andare in pensione, con quale assegno, se restare o no in Italia da pensionati.

Per nessuna di queste scelte, infatti, la presenza o meno di figli è neutrale.

Anzi, la tutela dei figli è spesso il primo motore di tutte queste decisioni così importanti per la qualità della vita e delle relazioni di una famiglia.

Ma veniamo ai numeri: il primo impatto da valutare è certamente quello sul bilancio familiare.

Il primo anno di vita del bebé costa da 7.000 a 15.000 euro, cui vanno sommati circa 2.000 euro di costi sostenuti durante la gravidanza (dati 2018 – Osservatorio Nazionale Federconsumatori) e, se partorisci in cliniche private, almeno altri 3.000.

La forbice dipende da tanti fattori, non ultimo il livello di reddito della famiglia. Più elevato il tenore di vita, maggiore la spesa.

Cosa fare quindi per prepararsi?

Se hai un tuo patrimonio, prima di tutto organizzati una riserva di liquidità e un fondo per le emergenze.

Come? Decidi gli importi per l’una e per l’altro. Ad esempio 12.000 euro di riserva e 3.000 per le emergenze, che non dovrai investire perché devono essere disponibili in tempi brevissimi, con costi di smobilizzo a zero o quasi e certamente non a rischio perché sai per certo che li dovrai spendere.

Puoi tenerle sul conto corrente o custodirle in un conto deposito (svincolabile, alla peggio ci rimetti gli interessi). Al limite titoli di stato con scadenza sotto i 12 mesi o un fondo monetario (anche se oggi i rendimenti sono sotto lo zero).

Se non hai ancora tutta la somma, pianificati un risparmio per completare il tuo obiettivo, sempre utilizzando gli strumenti che ti ho indicato prima. Puoi accantonare lì anche eventuali regali di nonni, zii, amici.

Ci sono conti che ti permettono di accantonarle automaticamente, sempre all’interno del conto, ma in un serbatoio diverso da quello dove hai i normali addebiti e accrediti,.

Decidi tu la somma tua (50, 100, 200 euro,…) e la periodocità che preferisci (una volta al mese, trmestralmente,…): nessun vincolo.

L’automatismo è comodo perchè non ti devi ricordare ogni volta e non ti ci devi mettere apposta. Separare le somme ti aiuta a non cedere alle tentazioni, tipo quelle con il tacco 12.

Qualche consiglio per risparmiare? Certo!

Inizia a spulciare fra i siti di e-commerce, sempre facendo attenzione a comprare da siti affidabili e con mezzi di pagamento sicuri: per un passeggino (e non solo) puoi risparmiare dal 30 al 50%.

Hai una forte coscienza ecologica o sei molto pratica? Fai del bene al pianeta e al portafoglio risparmiando fino al 70% con il mercato del riuso e al 100% scambiando quello che ti occorre con parenti e amici.

Non sottovalutare, inolte, le tue amiche: appena sapranno che sei in dolce attesa si faranno in quattro per farti qualche bel regalo ed è sempre un aiuto sapere cosa preferisci. Ricambierai quando saranno loro ad avere il pancione.

Esistono, poi, alcune forme di sostegno pubblico, che valgono sia per i nuovi nati che per le adozioni.

Se la tua ISEE lo consente, infatti, potrai incassare per un anno il Bonus Bebè, un assegno mensile di 80 o 160 euro (dipende sempre dall’ISEE) che aumenta del 20% dal secondo figlio in poi.

Per ottenerlo devi fare domanda all’Inps attraverso un Patronato, on line (non hai ancora il PIN? Richiedilo a questo link) o andando di persona, previo appuntamento che ti suggerisco di fissare tramite il contact center.

Dovrai presentare la tua dichiarazione ISEE, il documento d’identità, la tessera sanitaria, il certificato di attribuzione del codice fiscale del nuovo nato e il modello Sr163 debitamente compilato e timbrato dalla tua banca.

Il bonus mamma, invece, ti spetta indipendentemente dal reddito se partorisci o entri nel settimo mese di gravidanza durante l’anno; la domanda si fa sempre all’Inps con le modalità viste prima e ammonta a 800 euro una tantum.

Ora che il primo anno lo abbiamo sistemato, possiamo iniziare a sognare in grande e a pianificare le risorse che serviranno per offrire al tuo bebé la possibilità di scegliere la vita che vorrà.

Come? Lo vedremo nei prossimi articoli.

Nel frattempo, per approfondire modi, tempi e strumenti per la corretta pianificazione di quanto visto fino ad ora contattami.

P.S. Io, alle mie amiche che diventano mamme, regalo anche qualche ora del mio tempo in cui io mi occupo del bebè e mamma se ne va dall’estetista, dal parrucchiere, a cena con papà o anche solo a farsi una dormita o una puntatina di shopping con le amiche.

Tanto per ricordare che, quando si pianifica, il tempo è una risorsa che ha sempre la sua importanza.

Monica Gradella

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