Come lasciare un patrimonio al tuo gatto

Come lasciare un patrimonio al tuo gatto

E’ di questi giorni la notizia della scomparsa di Karl Lagerfeld.

Il mondo della moda lo ricorda come un gigante: fu direttore creativo di Chanel e di Fendi, oltre che designer di una sua linea e collaboratore di marchi di successo come Hogan e Rolex (se, come me, siete appassionati ricorderete di certo il suo Oyster Perpetual Milgauss).

Originale ed eccentrico non si limitava a creare moda: il suo genio si esprimeva anche nella fotografia e nella regia non solo delle sue sfilate, ma anche di alcuni spot pubblicitari di grande successo.

Amò moltissimo, nei suoi ultimi anni, Choupette: fu amore a prima vista. Doveva passare con lei solo il tempo di una vacanza, ma non riuscì più a separarsene.

Più volte disse che avrebbe voluto sposarla, ma fu impossibile: era illegale.

Troppo giovane? Già sposata? Niente di tutto questo: Choupette era la sua gattina.

Avrebbe dovuto custodirla per un amico giusto il tempo delle feste di Natale, ma non volle più restituirla.

Gli è stata compagna amorevole e lui, pur non avendo potuto sposarla, l’ha tutelata nel suo testamento.

Un atto d’amore importante per qualcuno che aveva saputo dargli amore incondizionato e l’amore, si sa, va ben oltre i nostri limiti terreni.

Eccentrico? Può darsi, ma non originale: altri prima di lui hanno fatto altrettanto. Molti ricorderanno, infatti, Gunther II, il pastore tedesco che si ritrovò erede universale della fortuna della contessa Karlotta Liebenstein.

Gunter, per la cronaca, le sopravvisse di un solo mese e i suoi milioni passarono al suo ignaro successore in pedigree Gunther I, seguito poi da Gunther V ad oggi vivente e parecchio benstante. Eh sì, perché Gunter II, non avendo potuto fare testamento, ha dovuto sottostare alla successione legittima.

Per quanto mi riguarda, io mi sono organizzata nel 2012, quando Polly è entrata nella mia vita.

Gli animali d’affezione da noi sono considerati, a torto o a ragione, beni materiali. Potrebbero, quindi, essere oggetto di un lascito, ma non possono ricevere una eredità perché non hanno capacità giuridica.

Ne consegue, quindi, che scrivere nel mio testamento “lascio tot a Polly” si sarebbe tradotto nell’aver apposto una clausola priva di valore.

Come fare allora? Iniziamo con il nominare erede una persona o una associazione di nostra fiducia, inserendo nel testamento la condizione che si occupi del nostro animale per tutta la sua vita, garantendogli gli stessi confort che noi garantivamo loro.

La formula da apporre nel testamento, quindi, potrebbe legittimamente essere: “nomino Tizio mio erede a condizione che si occupi di mantenere e curare i miei amati animali da compagnia per tutta la loro vita”.

Dovremo inoltre fare attenzione, se avessimo coniuge e figli, a non violare le loro quote di legittima al fine di evitare l’impugnazione del testamento.

Se nominare una terza persona erede ci sembra troppo, possiamo ricorrere allo strumento del legato, attribuendo una somma proporzionata all’impegno di accudire il nostro animale, con una formula del tipo: “Lego a Tizio euro tot con l’onere che si occupi di mantenere e curare i miei animali da compagnia per tutta la loro vita”.

Se ti stessi chiedendo che differenza ci sia tra erede e legatario (chi riceve un legato n.d.r), è presto detto: il legatario riceve solo una somma, non una quota o l’intero patrimonio ereditario (attività e passività) come accade per l’erede.

E se gli impegni di cura della mia Polly non venissero rispettati? Chi pensa male, si sa, fa peccato, ma tante volte indovina…

La soluzione è presto detta: posso nominare un curatore testamentario.

Anche questa volta potrà essere una persona o un’associazione con il compito di verificare che le somme da me destinate siano davvero usate per garantire al mio animale il benessere che merita. Se ciò non dovesse avvenire, il curatore del mio testamento potrà infatti rivolgersi al giudice e ottenere la revoca del lascito.

Un ultimo consiglio dalla mia esperienza professionale: quando scegliamo una persona fisica, ricordiamoci che nessuno è eterno.

Cosa intendo dire? Che potrebbe venire a mancare prima di noi e del nostro animale, rendendo vano il nostro testamento. E’ per questo che consiglio sempre di individuare anche un erede o un legatario sostitutivo.

Questa cautela è molto importante anche nel caso in cui io perdessi la mia capacità di intendere e volere.

In che senso? Se apprendo che il mio erede o legatario designato è purtroppo venuto a mancare, posso cambiare il mio testamento e aggiornarlo: lo posso fare fino all’ultimo giorno della mia vita e per tutte le disposizioni in esso contenute, ma devo essere in grado di farlo.

E’ lo stesso motivo per cui nel mio testamento non ho nominato Polly, ma genericamente “i miei animali da compagnia”: non dovrò aggiornare il testamento se prenderò con me altri animali o se quallo attuale dovesse venire meno e sarò certo di salvaguardare chi ci sarà nel momento in cui sarà necessario.

Ciò detto non ti resta che tornare a goderti il tuo animaletto, certo di avere provveduto per il suo benessere per sempre ed oltre e, se ti restasse qualche dubbio, venire a trovarmi.

Ps. Gatto, cane, canarino, iguana, pesce rosso, criceto, .. non importa, noi lo sappiamo: non fa differenza!

 

Monica Gardella

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