Come finanzio la laurea dei miei figli?

Come finanzio la laurea dei miei figli?

Chi non sogna di vedere i propri figli laureati e avviati a una brillante carriera?

Per trasformare questo sogno in realtà occorre fare i conti con tasse universitarie, vitto e alloggio, libri, trasporti, ricariche telefoniche e capire come tutto questo impatti sul conto economico, sul risparmio e sul patrimonio di una famiglia.

Il mio ruolo è proprio questo: aiutarti ragionare a 360 gradi su questi aspetti e a definire un programma d’azione partendo dall’analisi delle risorse necessarie e disponibili per arrivare alle azioni da intraprendere, valorizzando i punti di forza della tua situazione patrimoniale e finanziaria e mettendo in sicurezza eventuali fragilità.

Se pianifichi senza agire, infatti, stai ancora sognando e se agisci senza tenere conto dei rischi stai giocando d’azzardo.

Iniziamo, come occorre, dai costi: quanto costa fare l’università in Italia?

Le ultime statistiche Federconsumatori ci dicono che uno studente universitario che vive in famiglia spende fino a 3.000 euro l’anno, ma chi studia fuori sede può arrivare a spenderne fino a 9.000.

La differenza è dovuta soprattutto ai costi dell’alloggio.

Nelle grandi città (Roma, Milano, Bologna) l’affitto di una stanza singola costa, infatti, 450 euro al mese in media: un importo rilevante, specie se lo rapportiamo ai 2.500 euro medi di reddito delle famiglie.

Una laurea triennale può costare, quindi, da 9.000 a 27.000 euro e una laurea specialistica da 15.000 a 45.000.

Volendo fare una corretta pianificazione dobbiamo essere prudenti e considerare lo scenario peggiore sotto il profilo economico-finanziario, che poi è quello migliore sotto il profilo accademico: un percorso di laurea specialistica fuori sede.

Ecco che il nostro sogno inizia a diventare un obiettivo.

Definire un obiettivo in buona forma richiede, infatti, alcuni passaggi:

  1. Stabilire l’importo
  2. Definire il momento della spesa
  3. Decidere la priorità che questo obiettivo ha per te.

Per inciso esiste una norma, la UNI ISO 22222 sulla pianificazione finanziaria personale, che ti dice come andrebbe fatto, lo sapevi?

Ciò detto, importo e tempo sono variabili intuitive, ma la priorità? Nella mia esperienza di consulente risulta esserlo un po’ meno e per questo reputo utile dedicarle un paio di righe.

La priorità dà indicazione al consulente di quante risorse destinare e di quanto rischio assumere.

Più l’obiettivo è importante, più capitale (o risparmio) dovrai destinare e meno rischio potrai assumere: ti devi, infatti, avvicinare il più possibile alla cifra che hai messo in preventivo.

La priorità è una valutazione del tutto individuale, che il consulente deve assumere e mai giudicare.

Un esempio? Per il mio papà era prioritario costruirsi un capitale per il tempo della pensione e molto meno farmi studiare. Essendo la mia laurea un obiettivo più mio che suo, realizzarlo mi ha richiesto di lavorare per pagare parte delle spese. Il suo motto è sempre stato “Io mi sono arrangiato e tu ti arrangi. Quando morirò, se ne avanzo, sono i tuoi”.

Ciò detto, torniamo al nostro esempio.

Per raggiungere l’obiettivo “laurea specialistica di mio figlio” le alternative sono sostanzialmente due: destinare una parte di un patrimonio già esistente o costruire la somma occorrente tramite il risparmio.

Ipotizziamo di dover far conto sul solo risparmio – percorso più sfidante – e di chiamare il nostro consulente mentre siamo in dolce attesa: pianifichiamo, quindi, un obiettivo di 45.000 euro a 18 anni.

Per accumulare 45.000 euro in 18 anni occorre mettere da parte 2.500 euro l’anno, 208,33 euro al mese per 216 mesi.

Se ce la facciamo, li accantoniamo su un apposito conto corrente e magari li vincoliamo man mano in un conto deposito. Rischio mercato praticamente nullo e facciamo tutto con le nostre forze: l’obiettivo di finanziare la laurea è raggiunto.

Con gli interessi, infatti, paghiamo l’imposta di bollo, quella sulle rendite finanziarie, i bolli del conto e qualcosina ci rimane.

Puntare ad un avanzo, inoltre, è importante perché dobbiamo tenere conto dell’inflazione e ricordare che, fra 18 anni, 45.000 euro non avranno più lo stesso potere d’acquisto che hanno oggi.

Ma se non ce la faccio a mettere da parte 208 euro al mese?

Una famiglia, specie se giovane, ha spesso degli impegni finanziari come il mutuo per la casa o la rata per la macchina e i 208 euro al mese potrebbero non esserci: cosa possiamo fare?

Possiamo pensare di allearci ai mercati finanziari, acquistando quel po’ di rischio che possa generare un rendimento tale da ridurre il nostro esborso e farci arrivare alla stessa cifra finale.

Come?

Ipotizziamo di versare mensilmente una somma in uno strumento finanziario che abbia un rendimento medio a 18 anni del 3%: 180 euro al mese per 216 mesi possono, ad esempio, generare un montante di 51.393 euro, avendone versati compressivamente 38.880,00.

Quei 51.300 euro, però, non sono tutti spendibili: dobbiamo sempre sottrarre l’imposta sulle rendite finanziarie (applicando l’aliquota massima per cautela) e l’imposta di bollo sulle attività finanziarie (arrotondati per eccesso 3.300 euro e 900 euro).

Ci restano 47.103che ci proteggono anche un po’ dall’inflazione: ecco che, con l’aiuto dei mercati, abbiamo potuto finanziare la laurea.

Il tempo, poi, è una variabile fondamentale di cui tenere conto.

Se ci mettiamo un po’ a decidere cosa ci accade? 180 euro ci sembrano comunque tanti e, prima di impegnarci nel nostro piano di risparmio, ci pensiamo un attimo.

Rimandare di 3 anni ci costa più di 10.000 euro: a parità di condizioni potremo, infatti, contare su un capitale finale di 40.800 euro, anziché di 51.300.

Se aspettiamo 5 anni ci mancheranno oltre 17.000 euro e, per mirare alla stessa cifra finale, dovremo versare 225 euro invece di 180.

Mai come in finanza vale il detto “chi ha tempo non aspetti tempo”: più ho tempo per capitalizzare, minore è la somma che dovrò impegnare, minore il rischio che dovrò assumere.

Riassumiamo, ora, le domande cui abbiamo risposto ragionando assieme su come finanziare la laurea di nostro figlio:

dove studierà? In sede o fuori sede?

Quanto spenderemo? Triennale o specialistica? Tutto a carico nostro o lavorerà per contribuire?

Quanto investiamo? Abbiamo già un capitale da destinare in toto o in parte? Dobbiamo pianificare un risparmio? In che misura? Cela facciamo con le nostre forze o dobbiamo allearci con i mercati?

Quando partiamo con il nostro piano di risparmio? Subito o fra qualche anno?

Un lavoro di analisi e ricerca delle soluzioni importante, ma ci sono ancora tante domande cui rispondere:

ci facciamo aiutare da un consulente?

– Che tipo di consulente? Con quali competenze e specializzazioni?

– Quale sarà il suo compenso?

Quale conto corrente? Cointestato ai genitori? Intestato al minore? Quali sono i pro e i contro?

Quali strumenti finanziari scegliamo? Quali i pro e i contro?

Quel 3% lordo è realistico?

Quanto rischio siamo disposti ad assumerci?

Questo progetto si tiene insieme con gli altri nostri progetti di vita? Come? Come incide sulla stabilità del nostro conto economico attuale e prospettico?

Se le mie entrate aumentano o se scendono il mio progetto è in pericolo? Cosa faccio?

Se desideri un confronto su queste o altre domande, contattami: ti risponderò in modo semplice e chiaro per aiutarti a non perdere tempo e a trasformare i tuoi progetti in azioni, perché per realizzare grandi cose dobbiamo sognare, pianificare, ma anche agire.

Monica Gradella

 

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