Bluerating Awards: sai cos’è la magia del fare?

Bluerating Awards: sai cos’è la magia del fare?

Qualche sera fa ricevo un WhatsApp da un collega: “In bocca al lupo” e un tot di emoticons. “Carino” penso, ma come fa a sapere dell’intervento di mamma? Non lo sapeva infatti.

Segue un link: Bluerating Awards, “Education, ecco i cf in nomination”.

E’ una testata di settore, bluerating, che annuncia i “magnifici 10 consulenti finanziari in gara che si contenderanno i premi nella categoria relativa ai formatori interni il prossimo 28 novembre, nell’atto finale dei BLUERATING AWARDS all’IT Forum di Milano”.

Wow!

Continuo a leggere: per l’azienda con cui collaboro concorro io. A mia insaputa!

Curioso, vero? Chiedo informazioni sul processo di selezione e mi viene detto che la rivista ha fatto tutto in autonomia.

Anche meglio: essere valorizzata da soggetti terzi e indipendenti mi gratifica, ma rendermi conto di essere vista da chi non pensavo mi stesse guardando mi fa riflettere.

Cosa ha attirato l’attenzione su di me?

Per cosa mi sono distinta?

Cos’ho fatto per meritarlo?

Qualche giorno dopo esce un altro articolo, sempre sulla manifestazione, con le foto di tutti i partecipanti e relative didascalie.

Quella che accompagna la mia foto recita: “Formatrice ufficiale della banca, guida i colleghi nello sviluppo delle competenze. Testimonial della certificazione Iso-Wise”.

Interessante descrizione, specie perché proveniente dall’esterno, da chi non mi conosce.

Formatrice è una parola che amo: semplice e potente. Formare, per me, significa aiutare la potenzialità a diventare successo ed è da sempre parte di ciò che faccio, come discente, come docente, come consulente e come educatore finanziario.

Guida: presente indicativo del verbo guidare… una scelta semantica forte, per significato e per modo e tempo del verbo. Una guida è una persona che precedendoti, accompagnandoti o anche solo indicandoti la via ti aiuta a arrivare al tuo destino. L’indicativo presente è il tempo del qui ed ora, il tempo in cui il pensiero diventa azione e l’agire getta con coraggio il ponte tra passato e futuro. E’ una responsabilità che assumo con slancio. Mi rappresenta.

I Colleghi sono la comunità, una parte importante del mondo in cui vivo e lavoro ogni giorno, cui cerco di portare il mio contributo, umano, civico e professionale. Alla comunità appartengo, o meglio, amo appartenere finché ne condivido i valori fondanti. In caso contrario mi faccio da parte, ma non smetto comunque di contribuire, poiché lo sento come dovere morale.

Lo Sviluppo, per me, è il senso stesso del cambiamento, un bisogno mai appagato che mi spinge a cercare di migliorare ogni giorno qualcosa: un’azione, un pensiero, un sapere, un processo, una relazione.

Competenze: quelle sono un mio chiodo fisso. Perché? Perché le competenze ci permettono di utilizzare in modo funzionale conoscenze, abilità e capacità e ci danno la padronanza di noi stessi. Quando aiuti qualcuno a sviluppare competenza, lo aiuti a diventare autonomo, consapevole, libero. Non smetterò mai di investire sulle competenze, mie e di chi mi sta accanto.

La Certificazione è un fatto di coerenza, uno dei tratti più marcati della mia personalità. Una certificazione di parte terza, indipendente e autorevole, ti protegge dall’autoreferenzialità e ti dà una misura oggettiva della qualità del tuo operato. Senza poterti confrontare con uno standard condiviso da tutti i portatori d’interesse coinvolti in un processo – nello specifico quello della consulenza – rinunci all’unico punto di vista che conti, quello dell’utilizzatore finale, e alla possibilità di capire come migliorarti per accrescere l’utilità di quello che fai.

Testimonial, invece, è un abito che mi va stretto.

Quando lo leggo penso a Murizio Crozza che si aggira tra le nuvole con i riccioli da angioletto o a George Clooney che ammicca sorseggiando un caffè. Testimonial è qualcuno che fa la pubblicità di un prodotto dietro compenso, magnificandone virtù che magari non ha mai sperimentato e non è ciò che faccio.

Era marzo del 2015 quando da semplice consulente – quale tutt’ora sono – scrivevo all’allora Head of Advisors che la certificazione di qualità del consulente e dell’azienda (quella che poi si è concretizzata nella creazione dello standard ISO-Wise) era una riflessione cui dedicare qualche minuto del suo tempo.

Il primo gruppo di sei consulenti che hanno affrontato il percorso formativo e si sono certificati mi ha vista proporre i nominativi ed essere in prima linea.

La formazione agli altri Colleghi per affrontare a loro volta l’esame mi ha impegnata in prima persona per oltre un anno.

Nei verbali delle Audit di servizio con il certificatore che si sono svolte fino ad ora, per accertare che il modello fosse stato correttamente agito anche nei confronti dei clienti, il mio nome è sempre stato presente.

Perché? Perché l’ho desiderato, l’ho voluto, ci ho creduto, l’ho sperimentato, l’ho insegnato e l’ho fatto, in prima persona.

Per questo, tra tutti, “testimonial” è il termine che non sento mio, tuttavia comprendo che quello che ho raccontato non possa essere percepito all’esterno. Poco male: basta aggiustare di poco il tiro.

Suggerisco Testimone. Magari rende il copy meno accattivante, ma rappresenta meglio ciò che faccio, perché testimone è chi può far fede di un fatto avendone diretta conoscenza, essendone stato parte. E questo è ciò che ho fatto.

Che dire in conclusione? Che ringrazio chi mi ha candidata, perché mi ha dato l’occasione di fare una riflessione su me stessa e condividerla con chi desideri conoscermi meglio.

Quanto al motivo della candidatura io ai Buleratin Awards, per ora, lo ascrivo alla magia del fare ogni giorno ciò in cui credo con coerenza, dedizione e passione e senza troppe esitazioni, perché sono convinta che sia mille volte più utile aggiustare una buona idea strada facendo che sprecare tempo a cercare una perfezione che comunque non è di questo mondo.

Una dimostrazione? Abbozzavo questo articolo pensando al fatto che mi mancava un’immagine originale con cui accompagnarlo quando, scorrendo Facebook, vedo un maghetto che ammicca da un post. Bingo. Chiedo all’artista se me lo fa utilizzare e lei, Viola Coldangeli, il permesso me lo accorda. E’ il Fare, sempre, con fiducia in te e nel prossimo, che trasforma i desideri in traguardi.

Quello che fai ogni giorno parla per te, ti racconta e ti mette in comunicazione con il mondo meglio di qualunque altra cosa e questa, per me, è la magia del fare.

 

Monica Gradella.

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