A lezione di Educazione Finanziaria dalla Prof. Anna Maria Lusardi

A lezione di Educazione Finanziaria dalla Prof. Anna Maria Lusardi

A lezione di Educazione Finanziaria dalla Professoressa Lusardi

Anna Maria Lusardi è un’eccellenza italiana (e prima ancora piacentina, se mi perdonate il campanilismo).

Indicata dal New York Times come una dei sei economisti più influenti del momento, ha insegnato prima a Princeton, poi a Boston e Chicago, per arrivare poi alla George Washington University School of Business, dove ha una cattedra di Economia e Contabilità.

Perché ne parlo? Perché dall’anno scorso Anna Maria Lusardi è anche il direttore del neonato Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria nazionale.

Chi mi conosca almeno un pochino sa che l’Educazione Finanziaria è una delle mie più grandi passioni e può capire con quanta emozione abbia assistito, il 30 ottobre, alla conferenza che la Professoressa ha regalato alla nostra Piacenza.

La conferenza è iniziata con una breve storia del Comitato per l’Educazione Finanziaria ed è entrata nel vivo rispondendo alla domanda: cos’è l’Educazione Finanziaria? Perché è diventata una necessità impellente per tutti?

Avendo preso una quadernata di appunti, cito testualmente: “E’ una risposta al mondo che cambia. Costruire il nostro futuro personale ci richiede conoscenze e competenze nuove”.

E la crisi? “La crisi l’ha solo resa più urgente”

Qualche esempio del mondo che cambia?

Cambia il mercato del lavoro, che ci richiede di essere più flessibili e di prepararci a lavori che fino a poco tempo fa non esistevano o che addirittura non sono ancora stati inventati.

Vuoi degli esempi? Nanomedico, allevatore genetista, agricoltore verticale, omnipotence delimiter

Cambiano i mercati finanziari, che sono sempre più complessi e regolati da norme sempre più complicate; cambia la previdenza, con continue riforme dei regimi obbligatori e necessità di attuare programmi integrativi.

E’ cambiata la società, che diventa sempre più interculturale e globale.

Cambia l’economia, che mette in dubbio ricette di politica economica ritenute fino a qualche anno fa infallibili.

Cambiamo  anche noi che siamo giovani a 40 anni e viviamo fino a 100 e questorivoluziona tutto il nostro ciclo di vita.

Tutto questo cambiamento, unica costante della nostra quotudanità (n.d.r) ci impone di prepararci di più perché porta con sé nuove opportunità, ma anche nuovi rischi.

Da dove cominciare allora a fare Educazione Finanziaria? Un primo passo è l’alfabetizzazione finanziaria.

Non si può camminare con passo sicuro in questo nostro mondo senza conoscere l’ABC della finanza, inteso come l’insieme di quelle conoscenze minime, di base, che ci permettono di comprendere che effetti abbiano sul nostro benessere parole come inflazione, capitalizzazione e diversificazione.

Parole che non ho scelto a caso: sono  note anche come “The Big Three” (La Grande Triade, mi azzardo a tradurre).

Sono, infatti, l’oggetto delle tre domande utilizzate in decine di paesi, a cominciare dagli USA, per misurare le conoscenze economiche dei loro cittadini.

Perché solo tre? Perché il budget non consentiva di più, ma con grande sforzo intellettuale e il coinvolgimento di molti esperti in diversi campi (economia, finanza, psicologia, comunicazione,…) si è giunti a formulare tre domande che si sono, poi, rivelate strumenti d’indagine potenti.

Anche questa è una lezione di Educazione Finanziaria: più della quantità di risorse, conta avere obiettivi chiari e le giuste competenze.

Un po’ovunque il tema più oscuro è risultato essere la diversificazione e i gruppi più deboli sono risultati giovani, donne e anziani.

Un altro risultato diffuso è che chi più credeva di sapere – le persone di una certa età – meno sapeva e più correva pericoli, avendo le maggiori disponibilità economiche e finanziarie.

Un po’ ovunque più del 50% non ha saputo rispondere e solo il 37% possedeva i concetti di base.

La nostra Italia? Ultima del G7 e anche del G20… allineata, purtroppo in peggio, con i BRICS.

Una criticità non da poco perché, sempre citando la Professoressa, “Ignorance is not bliss”, ovvero “L’ignoranza (finanziaria, n.d.r) non è una benedizione” essendo i suoi costi sociali altissimi.

Un esempio? Case messe in vendita o all’asta per impossibilità di sostenere i mutui contratti senza valutare con sufficiente attenzione le conseguenze di una possibile riduzione dei redditi, risparmi persi per non aver saputo dare alle parole “obbligazione subordinata” e diversificazione il giusto peso, eredità dilapidate al gioco, ecc.

Per contro la conoscenza si traduce in vantaggi in tutti i campi del benessere economico, pur non essendo richiesto ad alcuno di diventare un esperto di finanza.

Dedicare tempo alla propria Educazione Finanziaria significa, infatti, acquisire comportamenti nuovi per costruire e proteggere il proprio benessere, ispirati a nuove consapevolezze e impegnarsi soprattutto in ottica di prevenzione.

Io faccio il consulente da ormai 20 anni e sono 20 anni che sento paragonare il consulente al medico, metafora che non mi ha mai convinto per diversi motivi.

Uno me lo ha evidenziato un mio cliente, attempato medico, quando un giorno mi fece osservare che lui era laureato in medicina e chirurgia, si era specializzato ed aveva fatto un lungo e faticoso tirocinio, cosa che non poteva dirsi per molti consulenti… Bontà sua, non potevo smentirlo, ma stiamo recuperando terreno, come singoli e come categoria.

In secondo luogo ho sempre preferito lavorare sulla prevenzione più che sulla cura del malato e prevenire è per l’appunto il lavoro dell’Educatore Finanziario: un lavoro fondamentale perché gli esiti di decisioni finanziarie sbagliate spesso non sono recuperabili, specie “il paziente” è già in là con gli anni.

Alla luce di tutte queste considerazioni ritrovarsi, come Italiani, agli ultimi posti in tema di Educazione Finanziari e partiti per ultimi per porre rimedio non è rassicurante, ma ci offre un’opportunità: quella, cito la Professoressa, di “salire sulle spalle dei giganti” e beneficiare delle migliori pratiche di chi ci ha preceduto.

Un esempio? Avere costituito un Comitato che vede collaborare quattro ministeri (MEF, MIUR, MISE e Lavoro e Politiche Sociali), assieme a Banca d’Italia, Consob, Covip, Ivass, OCF e Cncu, con la volontà di rappresentare le istanze di tutti coloro che possono essere portatori di un interesse meritevole di tutela e destinatari di azioni di Educazione Finanziaria.

Chi sono costoro? Ancora una volta cito testualmente: “Tutti”: giovani, anziani, donne, bambini, adulti, immigrati, casalinghe, imprenditori, …

Perché? Perché tutti meritano di potersi costruire un futuro sereno, di tornare a sognare e desiderare, in una parola di essere felici.

Dove? A scuola, all’Università, nei luoghi di lavoro (chi non è afflitto da angosce finanziarie sta meglio e lavora meglio, molte sono le ricerche che lo dimostrano).

Come? Con corsi, seminari, lezioni, giochi, programmi TV… In ogni modo utile a raggiungere le persone e catturarne l’attenzione insomma, con creatività, passione, grande lavoro e serietà.

Quando? Ogni giorno, come si fa con le buone abitudini.

Le parole conclusive? Da standing ovation per me: “Più Risparmio, meno Finanza”. Una frase che nella sua semplicità ha una potenza dirompente nel sottolineare ciò di cui è veramente importante occuparsi, tutti quanti, tutti assieme, con rinnovata fiducia e crescente consapevolezza.

Grazie, Professoressa Lusardi, per il tempo che ci ha dedicato, per la semplicità con cui ci ha trasmesso parte del suo Sapere e per lo stimolo a continuare sulla strada dell’Educazione Finanziaria con studio, laboriosità e serietà.

Per quanto mi riguarda io sono e resto in prima linea e continuo a seminare, con la determinazione di una formichina che porta la sua briciola al formicaio, assieme a tutti quelli che stanno portando il proprio contributo perché l’Educazione Finanziaria diventi una salutare abitudine per tutti gli Italiani.

Vuoi iniziare il tuo percorso di Educazione finanziaria? Sentiamoci per una chiacchierata ed un caffè.

Monica Gardella

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