8 gennaio D-Day, sai perché?

8 gennaio D-Day, sai perché?

L’8 gennaio è il Divorce Day!

Perché proprio l’8 gennaio? Perché la ripresa del lavoro dopo le festività natalizie scatena nelle coppie una vera e propria corsa alla ricerca di consigli su separazione e divorzio, che viene celebrata con il Divorce Day proprio l’8 gennaio.

La causa? Perlopiù lo stress derivante dal tentativo di vivere un Natale da cartolina pur non essendo più felici con il proprio partner.

Non mancano, tuttavia, anche situazioni da commedia degli equivoci.

Charlotte Leyshon, nota divorzista londinese, riferisce infatti di essere stata chiamata proprio il giorno di Natale da una moglie che trovò una ricevuta per un Rolex di diamanti mai arrivato sotto l’albero.

Pare fosse destinato all’amante del marito.

Circostanza non infrequente anche alle nostre latitudini: un amico orafo mi ha raccontato, infatti, del redditizio vezzo di un suo cliente  – facoltoso e malandrino – di commissionare regali in tandem per ovviare alla sua proverbiale distrazione.

Ecco perché in gennaio i motori di ricerca registrano il picco di ricerche della parola “divorzio” e gli avvocati vedono l’agenda farsi fitta di appuntamenti.

Ma è un’altra la circostanza che mi colpisce.

Aumentano, infatti, le persone che ricorrono ai servizi del Divorce Coach, un professionista che affianca il proprio cliente durante separazione e divorzio per favorirne la migliore gestione sotto il profilo emotivo.

E mi colpisce positivamente perché si tratta di un momento importante della vita personale, familiare e lavorativa in cui il focus è troppo spesso posto sull’aspetto quantitativo della questione, piuttosto che sulla ricerca della qualità.

Ma è sempre la qualità, alla fine, a fare la differenza.

Come tutti i cambiamenti, voluti e/o subiti, l’emotività con cui li si vive determina grande parte della soddisfazione finale.

Persino a prescindere dalla risoluzione delle questioni economiche, sulle quali tuttavia si concentra, in media, la maggior parte delle attenzioni e delle energie.

E parlo per esperienza personale.

Il mio divorzio, pur essendo stato doloroso, problematico e con strascichi pesanti ancora in fieri, mi ha vista diventare una donna migliore, più dolce ed accogliente, serena e soddisfatta.

Perché? Perché ho voluto e potuto dedicarmi intensamente a me come persona, alla cura dei miei sentimenti e delle mie emozioni.

Come? Avendo predisposto per tempo le opportune tutele del mio patrimonio, potendo contare su una economia personale solida ed avendo delegato le questioni legali a professionisti che ha avuto chiare da subito le mie esigenze, senza fretta e senza urgenze.

La pianificazione economico finanziaria e buona parte della tutela del patrimonio le ho predisposte in autonomia, perché questo è il mio lavoro. La tutela legale l’ho delegata a persone di mia fiducia.

Come le ho scelte? Per le loro qualità professionali e personali (la congruenza valoriale, per me cliente, è un requisito indispensabile poiché non credo che chi si comporta male – concedimi questa locuzione: è semplice, ma chiarisce – nella vita possa comportarsi bene nella professione).

Essendo serena sotto il profilo della quantità, io ho potuto dedicare tutto il tempo e le risorse necessaria alla qualità della mia vita e delle mie relazioni.

Ecco perché il mio D-Day è stato un B-Day, ovvero un’occasione per rinascere (B sta proprio per Birth) a nuova vita, come ogni volta che vivo un cambiamento importante.

La cosa buffa? E’ stato dichiarato lo stesso giorno e mese del mio matrimonio, il 21 marzo, primo giorno di primavera: poteva essere meglio di così?

Ah, se non sei Consulente come me, ma pensi che la mia esperienza ti potrebbe essere utile per pianificare le tue scelte economiche, patrimoniali e finanziarie con attenzione alla qualità oltre che alle (pur sacrosante) quantità, contattami per una chiacchierata conoscitiva.

 

Non solo se stai pensando di divorziare, anche se stai pensando al matrimonio (che resta la principale causa di divorzio) o a iniziare una stabile convivenza.

 

Monica Gardella

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